Il Parco 2018-03-28T15:51:01+00:00

IL PARCO DELLA CAFFARELLA

Nella valle della Caffarella si specchia la storia di Roma, della città e della cultura, delle genti che l’hanno popolata e del territorio nel quale si sono insediate. Situata a ridosso delle Mura Aureliane e compresa fra due direttrici dell’antichità, la via Latina e la via Appia, la valle fu teatro di miti e leggende forse suggeriti dai morbidi rilievi che ne fanno un confine naturale, certo dalla presenza dell’Almone, piccolo affluente del Tevere, dai romani ritenuto fiume sacro sin dai primordi.

 

SMART INFO

Bus o Metro: 118, 87, Metro A Colli Albani Parco Appia Antica
Ingressi principali: Via della Caffarella, Via Latina, Largo Tacchi Venturi
Informazioni: Casa del Parco e Casale dell’Ex Mulino
Servizi: visite guidate, nolo bici, ciclofficina, orti didattici
Punti di ristoro: Casa del Parco (caffè, bibite e panini)
Parcheggi: Largo Tacchi Venturi, Via Latina
Adatto a: piedi, bicicletta, tutta la famiglia
Da non perdere: Sepolcro di Annia Regilla, Ninfeo d’Egeria, Chiesa di Sant’Urbano
Utilità: Guida, Wi-Fi, SmartCaffarella, NaturArch360;
Area didattiche: Sentiero Natura, Storia e Natura della Valle della Caffarella
I nostri consigli: scarpe comode, borraccia, almeno due ore di tempo, binocolo per birdwachter, macchina fotografica;
Orari monumenti e musei:
Sepolcro Annia Regilla – sabato e domenica ore 10.00/16.00 (periodo estivo ore 18.00). Visite guidate anche su richiesta: info@parcoappiaantica.it
Chiesa di Sant’Urbano – aperta solo in occasioni di visite guidate. Info: Sovrintendenza Beni Culturali di Roma Capitale
Accessibilità:
Accessibili tutti gli ingressi principali.
Pendenze significative per il fondovalle da Tacchi Venturi, via dell’Almone, via Macedonia, vicolo Sant’Urbano.
Facilitatori presenti da via Macedonia e dal Bosco Sacro. Attenzione alla pendenza (10%) del da via della Caffarella (lato Appia Antica) al Capanno Birdwatching e viceversa.
Fondo sconnesso tra: Sant’Urbano e Ninfeo d’Egeria; nei pressi del Casale della Vaccareccia direzione via De Bildt e viceversa; in parte tra via Centuripe a via Macedonia Accessibili tutte le aree monumentali, la Casa del Parco, il Casale dell’ex Mulino e il Sentiero Natura.
Percorso didattico tattile presso Casale ex Mulino “Storia e Natura della Valle della Caffarella”.
Su richiesta per over 65 e persone con difficoltà motorie trasporto e visite guidate in minicar elettrica.
Info: accoglienza@parcoappiaantica.it

Vi diamo ora alcuni consigli su come comportarsi lungo il percorso per meglio apprezzarne la bellezza, ricordando inoltre che l’area è vincolata da leggi nazionali e regionali nell’interesse di tutti e che, come tale, deve essere rispettata.

Non disturbate gli animali che abitano la zona, anche per avere maggiori possibilità di osservarli;
cercate, soprattutto nelle zone meglio conservate, di non abbandonare i sentieri: ogni nuova traccia può essere una ferita per la valle, un nuovo accesso a chi nella valle vuole solo portare degrado;
non gettate rifiuti (ce ne sono purtroppo già troppi!): i resti della vostra merenda hanno un peso certamente minore di ciò che avete portato per mangiare;

Non accendete fuochi (neanche il classico “barbecue”) ed evitate anche di fumare, soprattutto d’estate e nelle zone boscate e cespugliate: non solo eviterete i pericolosissimi incendi, ma potrete meglio sentire i profumi del bosco e della campagna e “sopportare” meglio la pur leggera fatica della passeggiata; in ogni caso non gettate i mozziconi per terra;

Non molestate gli animali né toccate i nidi degli uccelli: basta anche solo lasciare il proprio odore per non far più tornare i genitori con conseguenze facilmente immaginabili per i piccoli;
non raccogliete i fiori per farvi un mazzolino: a voi dureranno l’effimero tempo del ritorno a casa, o al più pochi giorni, qui potranno essere ammirati e goduti da tante altre persone;
se aprite un cancello ricordate di chiuderlo;
se passeggiate con un cane, ricordate di tenere l’animale al guinzaglio e di raccogliere gli escrementi: l’odore è già più che sufficiente per espellere dalla Caffarella gli animali selvatici.

Il lettore non immagini di imbattersi in una natura selvaggia e incontaminata che, in fondo, ormai non esiste quasi più in Italia e tantomeno in una zona così antropizzata come la valle dell’Almone.
Ma ugualmente troverà piacevoli sorprese, inaspettati fenomeni naturali, animali e piante che stupiranno e inviteranno ad approfondire le proprie conoscenze naturalistiche.

E conoscendo potrà iniziare ad amare gli “abitanti” della valle e tutto l’ambiente nel suo insieme. E amandolo potrà, forse, decidere di fare qualcosa per difenderlo, qui come altrove. E tutti sappiamo come la Caffarella e l’ambiente tutto abbiano sempre più bisogno di amici.