
Foto di G. Zullino del Gruppo facebook Emozioni in Caffarella
Nel PDF accluso riassumiamo la situazione e spieghiamo meglio perché siamo contrari alla realizzazione di un sentiero nell’area umida della Caffarella. Il documento contiene i riferimenti legislativi, le premesse, le ragioni ambientali e la documentazione con mappe che sostengono la nostra azione.
________________________
Premesse
Senza alcuna comunicazione preventiva, lo scorso 16 aprile l’Ente Parco Regionale dell’Appia Antica (in seguito solo Ente Parco) ha chiuso l’area del capanno per l’avvistamento degli uccelli, avviando la realizzazione di un sentiero in area protetta.
A seguito delle proteste del Gruppo Facebook Emozioni in Caffarella (che da anni utilizzava il capanno per la documentazione fotografica della fauna nell’area umida in accordo con l’Ente Parco), l’Ente Parco ha pubblicato la mappa in cui sono presenti, in puntinato bianco, i sentieri che si intendono realizzare (confronta mappa in Allegato 1). Uno di questi sentieri interessa l’area umida a tutela integrale del Parco. Anche l’Assessorato all’Ambiente di Roma Capitale ha fatto sapere in un comunicato stampa che intende realizzare sentieri nel Parco in prossimità dell’area umida.
Il 19 maggio u.s. l’Associazione di volontariato Comitato per il Parco della Caffarella ODV ha scritto una prima lettera all’Ente Parco, indirizzata al Commissario e al Direttore, e all’Assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi, in cui si esprimevano le preoccupazioni per queste iniziative: nessuna risposta ci è pervenuta. All’inizio del mese di giugno u.s., su sollecitazione di questo Comitato e del gruppo Facebook Emozioni in Caffarella, c’è stato un massiccio invio di e.mail da parte dei cittadini, rivolto sempre ai medesimi destinatari, a cui si aggiungevano gli Assessori all’Ambiente e ai Parchi della Regione Lazio: ancora nessuna risposta è pervenuta dall’Ente Parco o dalla Regione.
Ha risposto invece l’Assessora Alfonsi affermando che spiegherà, in una specifica riunione presso la Casa del Parco, quello che è attualmente solo un progetto (confronta comunicato dell’Assessora sulla pagina facebook del Comitato al link https://www.facebook.com/photo/?fbid=1426988316124271&set=a.562639149225 863&locale=it_IT ).
A seguito di ciò, e in attesa di chiarimenti da parte dell’Assessora Alfonsi, è stato chiesto ai cittadini di interrompere l’invio di e.mail.
_____________________
Le nostre conclusioni
Visti gli articoli 13 e 3 comma 4 del Piano del Parco, il Piano di Utilizzazione della Caffarella e la Tavola di Fruizione TAV 2 risulta che la normativa vigente in nessun caso consente la realizzazione di questo sentiero pedonale – ciclabile che altererebbe l’ambiente; la sua fruizione da parte di cittadini, ciclisti, cani da passeggio, ecc. creerebbe un grave disturbo alla fauna selvatica, specialmente durante le giornate di massimo afflusso come Pasquetta, 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno. E’ parimenti in contrasto con l’art. 13 anche la fruizione libera dei cittadini dell’area compresa fra il sentiero e la riva destra dell’Almone (area sempre all’interno della Zona 1), così come comunicato dall’Ente Parco nella riunione dell’8 settembre u.s..
Il gruppo facebook Emozioni in Caffarella ha ampiamente riportato le immagini delle volpi presenti nell’area umida; in particolare le volpi appartengono alla famiglia dei Canidi e quindi verrebbero disturbate dai feromoni presenti nelle urine dei cani. Parimenti disturbati dalla fruizione libera sarebbero i mammiferi elusivi come il tasso e l’istrice. Il disturbo all’avifauna è stato già testimoniato in passato dai numerosi tagli nella rete effettuati per lanciare nell’area protetta i cani da caccia, nel tentativo di predare i Galliformi (fagiani) e gli Anatidi (germano reale, mestolone, fischione, ecc.).
Lo scopo di questo sentiero, per il quale l’Ente Parco Regionale dell’Appia Antica spenderà 107.771,09 euro di denaro pubblico, è ignoto: non tutela l’ambiente, anzi crea un danno intervenendo su un’area a tutela integrale; non elimina dall’area espropriata dal Comune di Roma i bovini del sig. Galli, il quale che non ci risulta abbia titolo ad occupare 8,7 ettari (87.000 mq) di terreni espropriati dal Comune nel 2005.
Ma allora, a cosa serve questo sentiero pedonale-ciclabile che oltretutto abbiamo di recente saputo terminare a fondo cieco? La nostra coscienza ci impone di difendere un parco che abbiamo fortemente voluto; è un obbligo morale non solo verso l’ambiente, ma anche verso i tanti cittadini che ci sostengono e verso le future generazioni.






