Newsletter Ottobre: e-mail alla Sindaca

2018-10-17T11:58:13+00:0017 ottobre 2018|Categories: Newsletter|Tags: , , |

Cari amici della Caffarella del Parco dell’Appia Antica,

ci preoccupa molto la situazione di stallo in cui  è bloccata la fruizione pubblica delle aree della Caffarella espropriate nel 2005 e lasciate agli ex proprietari benestanti.  Il Tavolo interdipartimentale (costituito dai soli Uffici del Comune) quest’anno si è riunito solo 2 volte, a gennaio e giugno (l’ultima riunione grazie alle forti pressioni del nostro Comitato); ma sono state solo riunioni interlocutorenon si è fatto alcun passo avanti. Continuando così si rischia veramente di non poter fruire di 110.000 metri quadrati di aree di grandissimo valore storico-artistico-naturalistico (con accesso da via Appia Antica, confronta planimetria allegata) lasciate agli ex proprietari da ben 13 anni.

Sarebbe questa un’ulteriore beffa per i romani, in quanto fu solo attraverso la presentazione di 13.000 firme di noi cittadini che nel 1990 il Parlamento incluse nella Legge per Roma Capitale d’Italia lo stanziamento di 26 miliardi di Lire per l’esproprio della Caffarella (Legge 396/1990).

Vi sollecitiamo quindi ad inviare (e far inviare a più gente possibile) questa proposta di e.mail alla Sindaca Virginia Raggi, che troverete di seguito, ciò per sollecitare la Sindaca ad intervenire sul Tavolo Interdipartimentale affinchè si riunisca di nuovo e completi l’iter.

Ringraziandovi anticipatamente per quanto potrete fare, vi saluto a nome dell’associazione.

La Presidente Rossana De Stefani

 

P.S. 1. Alleghiamo la planimetria degli ingressi delle aree espropriate.

P.S. 2. Per maggiori informazioni andate alla voce: ” I nostri obiettivi” e quindi alla sottovoce “Aree della Caffarella in pericolo“.

 

 

Alla Sindaca di Roma on. Virginia Raggi. E.mail:  lasindaca@comune.roma.it

Oggetto : richiesta di urgente CONVOCAZIONE del TAVOLO INTERDIPARTIMENTALE in merito alle aree della Caffarella, con accesso da via Appia Antica, espropriate dal Comune di Roma nel 2005 e lasciate agli ex proprietari.

 

Gentile Sindaca Virginia Raggi,

in adesione all’invito dell’Associazione di volontariato Comitato per il Parco della Caffarella,io sottoscritto/a

 

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(cognome e nome)

con la presente esprimo la mia ferma protesta per l’esasperante lentezza con la quale il Tavolo Interdipartimentale sta portando avanti l’iter per la restituzione ai cittadini dei m2 110.000 del Parco della Caffarella, espropriati dal Comune di Roma nel 2005, immessi nel patrimonio comunale nel 2007 e vergognosamente lasciati agli ex proprietari. Nel corso del 2018, a differenza dell’anno precedente, sono stati indetti solo 2 incontri del Tavolo Interdipartimentale, il 31 gennaio e il 20 giugno (quest’ultimo a seguito di forti pressioni esercitate dal Comitato per il Parco della Caffarella),peraltro solo  interlocutori. Constato con amarezza quindi che nei 10 mesi del 2018 nessun passo avanti in merito alla fruizione pubblica delle aree espropriate mi risulta essere stato compiuto.

Temo quindi che l’impegno preso dalla S.V. lo scorso anno, in risposta all’interrogazione d’iniziativa popolare n. 1/2017, e dalle Commissioni congiunte Ambiente e Patrimonio nel dicembre 2016 possano essere vanificate da questi gravi ritardi degli Uffici.

Mi permetto di ricordare che la mia protesta riguarda aree di grandissimo valore storico-artistico-naturalistico, con accesso da via Appia Antica, con la presenza del sepolcro di Geta, di un fienile del XVI sec., del santuario di Marte, del laghetto, ecc.

Ricordo infine che il Comune di Roma ha espropriato queste aree con i soldi dei cittadini, che però da 13 anni ancora non ne possono usufruire. Sarebbe questa un’ulteriore beffa per i romani, in quanto fu solo attraverso la presentazione di 13.000 firme di noi cittadini che nel 1990 il Parlamento incluse nella Legge per Roma Capitale d’Italia lo stanziamento di 26 miliardi di Lire per l’esproprio della Caffarella (Legge 396/1990).

Tutto ciò premesso Le chiedo di intervenire presso il Tavolo Interdipartimentale affinché riprenda l’iter delle riunioni e si possa celermente liberare le aree dagli occupanti, rendendole finalmente fruibili dai cittadini.

Confidando in un sollecito accoglimento delle presente, invio distinti saluti.

 

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