La Vaccareccia: si tratta del casale centrale della valle della Caffarella di epoca rinascimentale; esso è infatti presente nella carta di Eufrosino della Volpaia del 1575 e fu probabilmente edificato nel 1500 dai Caffarelli. E’costituito da un insieme omogeneo realizzato dalla sovrapposizione di strutture di età diversa. Nel casale venne inglobata una torre medievale. La torre, costruita nelXIII-XIV secolo con blocchetti di tufo parallelepipedi e scaglie di marmo, era in origine molto più alta, per controllare tutta la tenuta fino alla via Latina; presenta delle aperture al livello del primo e del secondo piano del casale, per cui, pur presentandosi attualmente completamente vuota all’interno, potrebbe essere stata utilizzata dopo la realizzazione del casale per il collegamento tra il piano superiore e gli ambienti inferiori interrati.
La Vaccareccia, nella parte superiore, presenta una grande aia con un bel portico su colonne antiche; di lì si può entrare nella casa dei contadini, col tetto a spiovente, la loggia del ‘500 e il fienile, in ununico corpo rinforzato da robusti muri di sostegno. Nel 1695 i Caffarelli vendettero il fondo ai Pallavicini, i quali, nel 1816, cedettero la proprietà ai Torlonia, che ristrutturarono la Vaccareccia (aggiungendo la grande stalla lungo uno dei lati dell’aia) e bonificarono il fondovalle per l’ultima volta.
Alcuni edifici del casale mostrano lo stemma della casata, raffigurante una corona che sovrasta due comete.
Purtroppo circa 15 anni or sono un incendio ha danneggiato parte del tetto del casale per cui risulta urgente un restauro, restauro che invece è stato compiuto sulle stalle che si trovano nell’aia.
Il complesso della Vaccareccia occupa una superficie coperta di 3200 mq situato amministrativamente nel territorio dell’XI Municipio, è in parte utilizzato per l’allevamento di ovini (3 greggi di pecore perun totale di circa 1000 capi che pascolano nella valle) e la produzione di formaggio pecorino e ricotta.
Il Piano di Utilizzazione della Caffarella destina la Vaccareccia ad “attrezzature per la fruizione del paesaggio agricolo e storico”, individuando in questo casale il punto di vendita dei prodotti dell’agricoltura.
La situazione attuale del fabbricato rinascimentale non è buona: il tetto è in parte crollato e la struttura risente dell’assenza pluridecennale di una pur minima manutenzione; solo la stalla è stata invece completamente ristrutturata dagli ex proprietari, Fondazione Gerini, e pertanto può, insieme all’antistante aia, fin d’ora essere utilizzata per una serie di eventi.
Il casale, espropriato il 3.3.2005 con ordinanza del sindaco Veltroni è stato acquisito al patrimonio comunale il 27.02.2007 ed ora è finalmente pubblico.
Con ordinanza n.886 del 9.11.2007 la Giunta Regionale ha destinato 2.500.000 € alla sistemazione del casale e 300.000 € alla realizzazione di un progetto. La somma è stata affidata dalla Regione all’Assessorato alle Periferie del Comune di Roma. 

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