Pressante invito a proseguire negli sgomberi
Alla Sindaca di Roma on. Virginia Raggi
All’assessora all’Ambiente on. Laura Fiorini
All’Assessora al Patrimonio on. Valentina Vivarelli
Al Capo staff della Sindaca dott. Lorenzo Foti
Al Presidente della Commissione Ambiente Daniele Diaco
E p.c. Al direttore dell’Ente Parco Appia Antica dott.ssa Alma Rossi

Oggetto: pressante invito proseguire sollecitamente negli sgomberi al Parco della Caffarella e scheda sintetica sugli stessi ancora non eseguiti .

Roma, 19 novembre 2019

Gentili signori,
nel ringraziarvi ancora per quanto è stato fatto il 30 ottobre scorso con lo sgombero dell’ex concessionario/autofficina Hyundai di via Appia Antica, 43-45, sgombero che ha avuto una grande risonanza mediatica per aver ristabilito la legalità su un’importante area storico-archeologica del Parco dell’Appia Antica con accesso al Parco della Caffarella, con la presente vogliamo inoltre manifestare la nostra preoccupazione nel costatare un’interruzione nell’opera di sgombero che avrebbe dovuto interessare altri 5 siti (si confronti planimetria sul sito del Comitato www.caffarella.it) tutti espropriati nel 2005 e immessi nel patrimonio comunale il 3 marzo 2007 (si confronti link dell’Ordinanza del Sindaco n. 61 del 3.3.2005https://www.caffarella.it/ordinanza-2-esproprio/).
Ci permettiamo pertanto di fare un breve riepilogo delle realtà ancora da sgomberare partendo dalle più semplici, e fornire qualche nostra indicazione grazie alla storia di impegno sul territorio di questa Associazione che data, senza interruzioni, dal 1984.
1. La prima è quella che riguarda un’area di 5.430 metri quadrati situata a via Appia Antica, 41, dove è presente il sepolcro di Geta (in foto). L’ex proprietaria ci risulta essere stata indennizzata. Dal verbale del Tavolo Interdipartimentale del 6 giugno 2019 leggiamo che era in corso di notifica l’ordinanza di sgombero. Il Tavolo interdipartimentale del 13 dicembre 2018, sentito l’avv. Raimondi, ha deciso che nulla osta all’occupazione d’urgenza dell’area. Qui si può intervenire subito, senza dover attendere ulteriori notifiche, delimitando la proprietà comunale visto che, come ci ha scritto il dott. Foti il 2 luglio 2019, è già stato effettuato dal Dipartimento Urbanistica il frazionamento delle particelle di proprietà Comunale. L’ex proprietaria risiede a Montecarlo e l’area, localizzata proprio di fronte la sede del Parco dell’Appia Antica, viene affittata per feste (si confrontihttps://www.getafeste.it/). Ci permettiamo di rammentare che l’ex proprietaria nel 2014, nonostante l’esproprio del 2005, sottoscrisse un rogito notarile di cessione del bene sul quale la nostra associazione ha inviato un esposto al Consiglio Notarile contro la notaia che ha stilato l’atto a nostro avviso illegittimo (si confronti https://www.caffarella.it/area-sepolcro-di-geta-il-comitat…/). Il rogito è stato annullato a seguito dell’intervento del Dipartimento Patrimonio nei confronti della notaia.
2. Analogamente si può immediatamente intervenire su UBI VADIS di via della Caffarella, 15, anche quest’area regolarmente espropriata (si confronti https://www.caffarella.it/2006-esproprio-ubi-vadis/) e indennizzata; qui vivono da anni in baracche di fortuna alcune famiglie di immigrati bulgari, occupando un’area di 13.736 metri quadrati del Parco della Caffarella. Questi occupanti di uno splendido versante della valle hanno negli anni effettuato numerosi abusi edilizi ripetutamente segnalati dai guardiaparco dell’Ente. L’area si può liberare immediatamente, infatti, come risulta dal verbale del Tavolo Interdipartimentale del 6 giugno 2019, già a quella data era in corso l’identificazione degli occupanti. Lo sgombero potrà quindi essere fatto celermente attivando l’emergenza abitativa, dando a questi signori un alloggio decoroso e bonificando l’area protetta, qualsiasi ulteriore ritardo aumenterebbe solamente il degrado ambientale.
3. Per quanto concerne la situazione del signore che alleva tartarughe e coltiva piante grasse subito a sinistra di via Appia Antica, 27, esso occupa un’area di 11.900 metri quadrati. Anche lui è stato espropriato e indennizzato, ma una Delibera di Giunta di circa 20 anni fa lo autorizzava a restare purchè realizzasse un’attività di mostra didattica con le sue piante grasse, attività mai attuata stante il degrado in cui versa l’intera area. Non sappiamo se la Delibera di Giunta, possa essere ancora valida, sappiamo però che l’ex proprietario ha fatto di recente ricorso al TAR avverso lo sgombero forte di questa Delibera di Giunta; nel caso in cui questa Delibera non sia decaduta sappiamo che egli è disposto a restringersi in soli in 2.000 metri quadrati dell’area in questione nei quali effettuare questa mostra didattica. Una soluzione del genere risulterebbe a nostro avviso non incompatibile con il Parco e di buon senso a patto che l’ex proprietario indennizzi il Comune per gli anni in cui ha detenuto l’area senza pagare alcun canone, purchè l’area concessa sia compatibile con le esigenze del parco e con il Piano del Parco della Caffarella e infine che lo stesso liberi a sue spese il terreno dalla vergognosa discarica abusiva che ha creato nel tempo.
4. Anche il Vivaio Idea Verde è localizzato al civico 27 di via Appia Antica, anch’esso ha fatto ricorso al TAR avverso lo sgombero; è come la precedente un’attività a nostro avviso non incompatibile con il Parco, dove lavorano una dozzina di persone. Pure per questa attività noi riteniamo che si possa arrivare ad una soluzione di compromesso attraverso la concessione di un affitto, a patto però che il Vivaio paghi un canone anche per gli anni precedenti in cui ha usufruito gratuitamente del bene. E’ importante inoltre per l’accessibilità al Parco e per il Contratto di Fiume dell’Almone (sottoscritto dal Municipio VII, competente territorialmente, e da Roma Capitale) che il Vivaio lasci libera l’area demaniale lungo il fiume Almone.
5. L’ultima situazione è quella dell’Azienda Agricola Appia Antica di via Appia Antica, 53 di cui il Comune ha espropriato 66.276 metri quadrati di terreno sui 87.000 complessivi, ma sul quale è stato redatto dal Comune il 19 marzo 1993 un contratto di affitto (si confrontihttps://www.caffarella.it/affitto-azienda-agricola-appia-a…/ con un canone annuo irrisorio di 2.000.000 di Lire!). Sembra che il Dipartimento Patrimonio, su indicazione del Tavolo Interdipartimentale del 2017, abbia disposto la rescissione del contratto di locazione. Qui si è già arrivati ad un accordo bonario con l’Azienda Agricola (si confronti sempre il verbale del 6 giugno 2019) restringendola, con una recinzione a spese dell’Azienda stessa, nei circa 20.000 metri quadrati non espropriati di proprietà della Regione Lazio. Si eviterebbe così il continuo sconfinamento delle mucche dell’Azienda, che causano gravi danni alla vegetazione e all’avifauna del laghetto del Parco della Caffarella, un’oasi naturalistica dove abbiamo censito ben 127 specie di uccelli (°), cioè la più ricca area avicola della Provincia di Roma.
La restituzione completa ai cittadini di tutti questi beni, pari a circa 110.000 metri quadrati (cioè ben 11 ettari!) di aree di immenso valore storico-archeologico-naturalistico, con accesso da via Appia Antica, è un atto importante e qualificante di questa Amministrazione che ha lavorato incessantemente in questi ultimi 3 anni per raggiungere questo scopo.
Rivolgiamo pertanto alle SS.LL un pressante appello nel proseguire celermente nell’attività di riappropriazione dei beni espropriati e la loro restituzione alla cultura e ai legittimi proprietari: i cittadini di Roma.
Restando a disposizione per eventuali chiarimenti, invio a nome dell’associazione di volontariato distinti saluti.
la presidente – Rossana De Stefani

(°) si confronti la pubblicazione:
AA.VV tutti aderenti all’associazione di volontariato Comitato per il Parco della Caffarella, Parco dell’Appia Antica, una storia lunga duecento anni, stampato in proprio, Roma, 2016, pp. 224.

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